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San Giuliano, nuova piscina nell'oasi del WWF: polemiche

L'idea di una società privata che si è proposta al Comune. Il no delle associazioni ambientaliste

San Giuliano, l'oasi

Un terreno oggi all'interno di un'oasi del WWF potrebbe trasformarsi in una piscina privata. Siamo a San Giuliano Milanese, in via De Nicola. L'interessamento è arrivato dallo Sporting Club Verona, che ha presentato al municipio sangiulianese una proposta da 7 milioni di euor per realizzare appunto un impianto natatorio in funzione tutto l'anno. E la notizia ha suscitato alcune polemiche.

Il Comune di San Giuliano Milanese ha specificato che l'area è di proprietà comunale e non è attualmente gestita da nessuno. Pertanto non occorrerebbero modifiche urbanistiche come la destinazione d'uso. Non solo: Marco Segala, sindaco di San Giuliano, ha specificato che "i cittadini vogliono la piscina" e che, dai suoi calcoli, l'area interessata sarebbe di 3-4 mila metri quadrati su un totale di 25 mila.

Nettamente contraria è l'Associazione Parco Sud, secondo cui si parla di "un'area verde integrale naturale urbana, costata anni e anni di impegno dei volontari del WWF e dei cittadini che periodicamente hanno partecipato alle varie fasi di piantumazione, sfoltimento, pulizia e fruizione". Il progetto comporterebbe, secondo l'associazione, lo sradicamento di centinaia di piante. 

Contrario anche l'Osservatorio per il consumo del suolo nel Sud-Est, composto da diverse associazioni tra cui le sezioni locali di Legambiente, WWF e Italia Nostra. "Non siamo contro un nuovo centro sportivo ma chiediamo che l'oasi non venga sacrificata e si difenda un ambiente naturale esistente da più di 25 anni". L'osservatorio promette una petizione nel caso in cui la procedura vada avanti e chiede di individuare piuttosto un'area dismessa.

Ma per il sindaco Segala non esisterebbero altre aree dismesse a San Giuliano. Il primo cittadino ha però messo le mani avanti, spiegando che il progetto, così come è arrivato in municipio, non va bene, per cui la società dovrà ripresentare un piano economico-finanziario che risponda alle norme contenute nel Codice degli Appalti. Poi si vedrà.

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