San Giuliano MilaneseToday

"Il bosco sta andando a fuoco", ma non è vero: sindaco denuncia il ragazzo per un post su Fb

Carabinieri e pompieri in azione per un falso allarme. E il sindaco promette denunce

Il sindaco

Un post Facebook per "denunciare" un incendio, con tanto di vena polemica. Quel post che finisce sotto gli occhi del sindaco, che dà immediatamente l'allarme. E quello stesso sindaco che poi, appurato che in realtà si trattava soltanto di un "gioco", promette strascichi giudiziari. 

Caos social a San Giuliano Milanese, dove la "bravata" Facebook di un gruppo di ragazzi rischia di trasformarsi in una denuncia per procurato allarme. Tutto inizia nel tardo pomeriggio, quando un giovane pubblica un post nel gruppo Facebook cittadino "Sei di San Giuliano Milanese se...", che conta 11.780 membri. "Il bosco di Zivido sta andando a fuoco e nessuno interviene - le parole del ragazzo -. Ma che fine faremo". 

Denuncia per un post su Facebook

Il post viene visto dal sindaco Marco Segala, che avvisa immediatamente le forze dell'ordine e al bosco - un'oasi naturale del Wwf - intervengono vigili del fuoco, carabinieri e volontari della protezione civile. In realtà, però, non c'è nessun incendio e l'uscita dei soccorritori è praticamente a vuoto. 

Verso le 22, la nuova puntata del caso. Questa volta a intervenire nel gruppo Facebook è il primo cittadino. "Buonasera. Noto con piacere che il post che ripropongo è stato rimosso - ha scritto allegando le immagini delle frasi che avevano fatto partire l'allarme -. Peccato che il buon tempone che ha pubblicato il post abbia fatto scattare inutilmente l'ausilio di Carabinieri, volontari della Protezione Civile e Vigili del fuoco, tutti allertati dal sottoscritto non appena letto il post. Mi sono recato immediatamente al Bosco di Zivido e, fortunatamente, non c'era nulla. Nessun incendio".

La "bravata", però, potrebbe non finire lì. "Mi recherò presso le Autorità Competenti per sporgere una denuncia per procurato allarme - ha annunciato Segala -. Creo che la noia non possa essere una scusante per ca...ate del genere". Nel post è poi intervenuto lo stesso giovane autore del post, che si è difeso spiegando che il telefono gli era stato rubato da alcuni amici e che a pubblicare non era stato lui. 

L'eventuale procurato allarme, chiaramente, sarà poi valutato dalle autorità, ma il sindaco sembra deciso a proseguire per la propria strada. 

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